Spettacoli teatrali nei teatri off di Roma

Una casa di donne

AVVISO AI SOCI
dal 30 novembre 2019 alle 21:00 al 30 novembre 2019 alle 23:00
Una casa di donne
Quota ingresso non specificata + 2,00 €
dal 30 novembre 2019 alle 21:00 al 30 novembre 2019 alle 23:00
Prezzo:  Quota ingresso non specificata + 2,00 €  (0689527016 per prenotare)
Teatro:  Teatro Ivelise
Genere: 
Autore: Dacia Maraini
Regista: Jacopo Squizzato
Sinossi:
Dacia Maraini racconta la storia di Manila, Erica, Marina, portate sul palcoscenico grazie alla sensibilità e all’audacia di Ottavia Orticello con la regia di Jacopo Squizzato. In un unico corpo vivono le anime delle tre coinquiline, raccontate dall’unica voce narrante di Manila, una giovane donna tormentata, libera e fragile, rotta nel suo corpo esuberante e osceno.

C’è tutto un mondo di uomini che si muovono attorno a questa casa di donne: non li vediamo eppure sono presenti con la loro fisicità prepotente. Sono i carnefici, gli acquirenti che riducono in schiavitù quelle donne libere. Ottavia Orticello ci racconta la bellezza nel bel mezzo della disperazione, restituendoci le sfumature di un’anima sconfitta e delicata. La vediamo amare, proteggere e stringere a sé stessa tutte le donne. Parla con loro, come a sua madre. Si annulla e riesce stringere i denti e a ridere, anche se con dolore. La regia di Jacopo Squizzato ci restituisce un testo che mostra, senza mezze misure, la complessità dell’universo che si cela dietro il mondo della prostituzione, con l’ironia che da sempre caratterizza i testi della Maraini. Sulla scena solo una panca, spostata, sollevata, che diventa letto, poltrona, sostegno, spina dorsale. E una luce che veste e disegna i corpi sconfitti di queste donne e ne scandisce i racconti: ce le regala esuberanti e tormentate per poi celarle, in un attimo, esposte e intime.

L’argomento potrebbe trovarci distanti, giudicanti, colti sul vivo. Eppure restiamo implicati, coinvolti e anche riconoscenti. E questo accade perché ci sorprendiamo ancora della bellezza che sboccia e incrina il muro di ingiustizia che condanna la vita di alcuni. Quell’inspiegabile forza disperata che ci strappa alle brutture della vita e ci battezza, ancora, alla nostra umanità tenace di amore e di speranza.